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Barriere Radianti su OSB – Prove sperimentali

/Barriere Radianti su OSB – Prove sperimentali
Barriere Radianti su OSB – Prove sperimentali 2017-11-18T22:47:03+00:00

Barriere Radianti su OSB – Prove sperimentali

Prove effettuate

Durante i mesi di giugno e luglio 2008, in collaborazione con la ditta Edilcomm Srl di Levico Terme (TN), sono state effettuate delle prove in situ per valutare l’efficacia delle Barriere Radianti su supporto OSB ai fini del contenimento delle temperature estive nelle mansarde.

Risultati ottenuti

Rimandiamo alla documentazione disponibile nella sezione Links e download per i dettagli dei risultati sperimentali (andamento delle temperature nel tempo per i vari sensori).

In questa sezione riportiamo solo le conclusioni più significative, riassunte nel grafico seguente. Esso mostra l’andamento della temperatura dell’aria esterna, nonché della temperatura media dell’isolante tradizionale (misurata in prossimità dello strato di ventilazione) nei due casi presi in esame, e cioè un tetto ventilato senza Barriera Radiante e un tetto identico al primo dove al posto del secondo tavolato è stato messo un pannello OSB con Barriera Radiante. (Di seguito verranno anche brevemente descritti la struttura del tetto e le condizioni di prova.)

Come è evidente, l’uso delle Barriere Radianti su supporto OSB mantiene l’isolante tradizionale ad una temperatura decisamente inferiore rispetto ad un tetto identico e nelle stesse condizioni ma senza Barriera Radiante.

La differenza raggiunge anche i 10°C e si mantiene comunque superiore ai 5°C per circa 12 ore. Questo significa che un maggior flusso di calore passa all’interno della mansarda, che si manterrà ad una temperatura maggiore.

Ovviamente la temperatura all’interno della mansarda dipende da molti fattori (ad esempio presenza o meno di finestre per mansarda, eventuali pareti laterali e loro isolamento, apporti interni di calore, ecc..).
Si può stimare che per una tipica mansarda dell’Italia del nord le Barriere Radianti su supporto OSB permettano di avere riduzioni della temperatura interna fino a 2 – 3 °C.
Una differenza di temperatura notevole che, nel centro-nord d’Italia può permettere di evitare sistemi di condizionamento, e nel sud, o dove le temperature sono più alte e/o la mansarda è particolarmente calda, permette di ridurre in maniera consistente i consumi di energia per il condizionamento.

Condizioni sperimentali

  • Le prove sono state effettuate misurando le temperature in vari punti del pacchetto che forma il tetto mediante delle termocoppie collegate ad un trasduttore analogico-digitale per la rilevazione in automatico dei dati
  • Le coperture prese in esame sono state realizzate da “Impresa edile e carpenteria per tetti” di Galler Franco di Levico Terme (TN), che ha collaborato anche alla posa dei sensori. In entrambi i casi gli edifici sono siti in Levico Terme (quota slm pari a 505 m), con lunghezza di falda pari a 7 metri ed esposizione sud-ovest. L’inclinazione della falda è in entrambi i casi di circa 30°. I materiali, tra cui le Barriere Radianti su supporto OSB, sono stati forniti dalla ditta Edilcomm srl di Levico Terme, che ha commissionato lo studio.

Stratigrafia del tetto

La figura a lato mostra la stratigrafia delle due coperture analizzate. Nel caso del tetto A, e partendo dall’alto, le tegole – di colore nero – sono appoggiate tramite opportuni listelli al tavolato costituito da una Barriera Radiante su supporto OSB.
Nel caso del tetto B invece, al posto della Barriera Radiante su supporto OSB troviamo un comune tavolato. Sopra al tavolato (o alla Barriera Radiante) è posta una membrana microforata per proteggere dalle possibili infiltrazioni di acqua.
Al di sotto del tavolato o della Barriera Radiante su supporto OSB c’è poi in entrambi i tetti uno strato di ventilazione di 6 cm e quindi un pannello isolante, costituito da 12 cm di XPS. Dopo il freno vapore vi è infine una doppia lastra in cartongesso.

Posizionamento dei sensori di temperatura

  • Su entrambi i tetti sono stati posizionati diversi sensori di temperatura, in particolare a metà falda e sul colmo, dove si suppone che maggiore sia la temperatura, in quanto l’aria nel canale di ventilazione si scalda a mano a mano che sale.

La numerazione dei sensori è come da figura a lato, sia nel caso del tetto A (con Barriera Radiante) che del tetto B (senza Barriera Radiante). E’ stata rilevata anche la temperatura esterna dell’aria.
Il dato che si voleva confrontare, ai fini dell’efficacia della Barriera Radiante, era in particolare la temperatura superficiale dell’isolante tradizionale (sensori 3 e 5), soprattutto in relazione alla temperatura dell’aria esterna (a parità di irraggiamento del tetto).

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